Capitolo 612
"È stato fantastico!" ansima Jesse, agitando i pugni in aria quando torniamo al Castello quarantacinque minuti dopo. Sia Jackson che Rafe si sorridono mentre anche loro riprendono fiato, apparentemente d'accordo con lui.
Ma mentre mi trascino ansimando su per l'ultima piccola collina verso la porta, con le braccia che urlano sotto il peso del fucile, le gambe doloranti e il cuore che mi batte forte, tutto quello che posso fare è lanciare loro un'occhiata furibonda per dimostrare che non sono assolutamente d'accordo con loro.
Il piano di Jackson era tanto subdolo quanto semplice. Tutto quello che dovevo fare era percorrere il nostro solito percorso e poi, a intervalli da lui pianificati, fermarmi e... sparare. Sai, cercare di mirare e sparare con precisione a un bersaglio in movimento, di solito Jesse, mentre il mio cuore batteva forte, il mio respiro si affannava e le mie mani si sforzavano di tenere ferma la pistola.